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«Il metodo dog whisperer? E’ pericoloso!!»

MILANO – Personaggio mediatico lo è sicuramente, conduttore televisivo di successo anche. E pure come businessman le cose non gli vanno affatto male. Ma Cesar Millan, l’uomo da 100 milioni di dollari che negli Usa ha costruito un piccolo impero economico sull’educazione dei cani riottosi, non è quel fenomeno capace di fare miracoli che appare in tv. A sostenerlo è Asetra, l’Associazione studi etologici e tutela della relazione con gli animali, che assieme ad alcuni veterinari comportamentalisti si sta attivando per chiedere la sospensione di «Dog Whisperer» il reality show che da questa stagione va in onda anche in Italia (negli Usa è al sesto anno di programmazione) sul canale Nat Geo Wild. «Eventualmente anche addivenendo alle vie legali» puntualizza la portavoce Laura Borromeo, secondo cui quanto viene presentato ai telespettatori «riporta il mondo del comportamento animale indietro di decine di anni».

«CANI TERRORIZZATI» – Nel mirino ci sono i metodi usati da Millan, che secondo Asetra infierirebbe sui cani «asfissiandoli, terrorizzandoli e inducendo i proprietari a pensare giusto utilizzare i suddetti metodi mettendo a rischio la loro incolumità e quella degli animali». Nel proprio sito l’associazione dedica due lunghi interventi al «dog whisperer», manifestando perplessità fin dal nome scelto per lo show, perché tradotto significa letteralmente “l’uomo che sussurra ai cani”: «E qui sorge un grosso problema etico in quanto di fatto il soprannome è stato scippato al famosissimo addestratore di cavalli Monty Roberts che ha messo a punto e divulgato il metodo di doma gentile e che, per questo, è stimato e imitato in tutto il mondo». Per i soci di Asetra, invece, «Millan conosce un solo metodo, qualsiasi sia il problema: forzatura e punizione. I risultati, talvolta anche immediati, saranno solo transitori. I suoi metodi sono sbagliati, in alcuni casi pericolosi, e spesso disumani».

COLLARE A STRANGOLO – E ancora: «Mette a rischio la relazione delle persone con i loro cani con “perle di saggezza” con cui catechizza i proprietari, enunciate come rivelazioni di psicologia canina mentre sono invenzioni di pura fantasia, sempre le stesse a spiegazione di qualsiasi problema: 1) Questo cane è troppo amato, date troppo affetto al cane 2) Per questo motivo è diventato “dominante” 3) Dovete “sottometterlo” per rimettere le cose a posto». Nel mirino ci sono anche gli interventi pratici, in particolare il dito è puntato contro l’uso del «collare a strangolo», uno strumento «di solito molto sottile perciò molto funzionale, posizionato subito sulla seconda vertebra cervicale in modo che, tirando anche lievemente, si ottiene un effetto efficacissimo sulla laringe che produce il soffocamento. Abbiamo assistito a episodi di violento strangolamento protratto fino alla perdita della capacità di mantenere la stazione eretta e perfino alla perdita di conoscenza».

«DOMINANZA? NO GRAZIE» - All’Asetra, insomma, non piace il concetto di dominanza, «concetto che, il più delle volte, è completamente fuori luogo proprio nella accezione comune quando si parla di cani e non di lupi, lo somministra a spiegazione di ogni sorta di comportamento negativo il cane stia manifestando, anche quando è palese a un occhio esperto che l’animale sia insicuro, spaventato, stressato, frustrato, talora preda di compulsioni. Come conseguenza immediata il cane, già instabile e che a causa della sua instabilità e insicurezza ha sviluppato strategie inappropriate e inefficaci di interazione con il mondo sociale o fisico, dopo essere stato sottoposto ad abusi psichici e fisici, comprenderà che nel futuro sarà meglio tentare altre strategie, e queste negli animali in preda a stato ansioso e emozioni negative saranno basate o sulla fuga o sull’attacco. E in casa non si può fuggire.»

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